Advertising Agency: Duval Guillaume, Antwerp, Belgium
Creative Director: Geoffrey Hantson
Art Director: Kristoff De Prins
Copywriter: Philippe Blondé
Graphic design: Wim Sels
Production: Christ Lannoy
Account team: Matthieu De Winter, Dimitri Mundorff, Eveline Vincke
Pubblico con piacere il link del video dello spot della Regione Marche su segnalazione del Presidente Gian Mario Spacca. Osservando meglio il girato, il montaggio, la sceneggiatura e la fotografia penso che il video abbia colto gli aspetti fondanti e fondamentali della nostra Regione: aspetti che non sono volti solo ad attrarre visitatori locali (che magari già abbondantemente conoscono la realtà regionale) ma che vogliono far innamorare del turismo nelle Marche chi è lontano, chi sogna i paesaggi fiabeschi e leggendari delle nostre zone, chi vede nelle colline la poesia, chi vorrebbe la pace e la serenità che solo questa nostra terra trasmette.
Della strategia comunicativa utilizzata per far parlare dello spot ho già trattato in precedenza e ad oggi confermo e rilancio sulle mie osservazioni precedenti (link): dalla segnalazione del Presidente emergono tutte le osservazioni proprie di un progetto di comunicazione ben orchestrato. Ben fatto Presidente.

Nell’ambito dello studio un pò più approfondito sullo storytelling ecco uno dei volumi che sto leggendo…
“My Life” di Bill Clinton, ex presidente degli Stati Uniti, racconta una storia intensamente americana; quella di un uomo che decide di mettersi al servizio del proprio paese e compie l’improbabile viaggio da un’oscura cittadina dell’Arkansas fino alla Casa Bianca. In uno straordinario intreccio di pubblico e privato, di storia e memoria, nell’incessante rincorrersi di ricordi personali e documenti d’archivio, queste pagine ci svelano il cuore e la mente dell’uomo che è stato per un decennio il protagonista assoluto del panorama politico internazionale.
Bill Clinton
Valutiamo la performance di campagna in base al costo della stessa? O valutiamo la performance in base ai risultati distribuiti nel tempo? O in base al numero di persone raggiunte?… Per un’azienda determinare il costo di una campagna non è sempre facile, molte volte si tende a risprmiare sul budget creativo e quello di shooting per investire di più in passaggi televisivi, radio o stampa. Nell’era di internet rimane intatto questo pensiero? Permettetemi ma credo che questo pensiero, oggi, sia la più grande illusione del mondo. Il tam tam generato dalla rete influisce molto di più sulle performance di campagna di quanto si possa pensare.
Sottostimare l’effetto prodotto dalla rete è una delle idiozie più semplici da commettere ma più frequenti: pensare che il prorprio prodotto non sia adatto allo strumento internet è come pensare di arrivare a destinazione guidando bendati.
Guardiamo in faccia la potenza di una buona creatività: T-Mobile dice tutto, Saatchi & Saatchi dice tutto.
